Mirabilia Art Gallery

Officiolum

 Il testo di preghiere più antico finora conosciuto prodotto in Italia.

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Il manoscritto noto come l’Officiolo di Francesco da Barberino, di cui a lungo è stata rimpianta la temuta perdita fino al fortunoso ritrovamento del 2003, non ha solo riportato di attualità un tema di eccezionale interesse – la figura e l’opera di uno straordinario intellettuale toscano vissuto tra il secondo Duecento e il primo Trecento, Francesco da Barberino –, ma ha schiuso orizzonti nuovi nel campo dell’alta cultura dell’Italia mediana, tosco-emiliano-veneta, tra la fine del XIII e gli albori del XIV secolo, focalizzata sui nomi illustri di Giotto per l’arte figurativa e di Dante sul piano letterario.

Il libro, realizzato a Padova nel 1305-08, è dotato di 70 pagine miniate contenenti testi in latino e in volgare illustrati da un raffinato apparato iconografico. Rilegato a mano in velluto rosso, l’Officiolum è contenuto in un cofanetto di legno.

 

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La riproduzione in facsimile, fedelissima all’originale, offre una preziosa documentazione della piú spettacolare invenzione iconografica nell’arte della miniatura italiana: il capolavoro imprevedibile di uno straordinario intellettuale del Medioevo.

La vita di Francesco da Barberino

Di famiglia nobile, nato a Barberino, in Val d’Elsa nel 1264, Francesco fu studente di arti liberali a Firenze e in seguito di diritto civile a Bologna. Rimatore d’amore a sua volta e autore di novelle andate perdute, dovette lasciare la sua città, riparando in Veneto, a Padova, a Treviso e successivamente ad Avignone viaggiando anche per il resto della Francia.
Fu, come Dante, fautore di Arrigo VII e autore di un’epistola latina all’imperatore.  La lunga vita di Francesco come funzionario e consigliere politico fu troncata dalla peste nel 1348. Esso fu molto ammirato da Boccaccio, che ne scrisse il solenne epitaffio sulla sepoltura in Santa Croce.

L’Officiolum per la prima volta a Firenze

Nel febbraio del 2016, per la prima volta l’Officiolum viene presentato a Firenze, presso la sede del Consiglio regionale, in una riproduzione in facsimile edita da Salerno Editrice. L’evento rientra nell’ambito delle celebrazioni per il 750° anniversario della nascita di Dante.

Nel corso dell’evento, il sindaco di Barberino Val d’Elsa, Giacomo Trentanovi, definisce quest’opera “nuova linfa per gli studi danteschi e un motivo d’orgoglio per la nostra terra”.
“E’ evidente che si tratta – interviene il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani – di un volume che, per la prima volta nella storia, documenta quello che poi Dante scriverà con il suo testo fondamentale”.

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Mirabilia Mirabilia è stupore, rapimento. Mirabilia esprime...
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