Mirabilia Art Gallery
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Mario Schifano
Nato in Libia (Homs) nel 1934, arriva a Roma a seguito della famiglia nel dopoguerra, senza una forte vocazione all’istruzione scolastica. Insieme a Franco Angeli e Tano Festa rappresenta un punto fondamentale della pop art italiana ed europea. Inserito perfettamente nel panorama ... Biografia completa di Mario Schifano
Nato in Libia (Homs) nel 1934, arriva a Roma a seguito della famiglia nel dopoguerra, senza una forte vocazione all’istruzione scolastica.
Insieme a Franco Angeli e Tano Festa rappresenta un punto fondamentale della pop art italiana ed europea. Inserito perfettamente nel panorama culturale internazionale degli anni Sessanta, è considerato un artista prolifico, esuberante ed amante della mondanità.
Grazie al suo primo viaggio a New York conosce Andy Warhol e Gerard Malaga frequentando la factory e le serate del New American Cinema Group. Sempre a questo periodo risalgono i suoi quadri Paesaggi Anemici nei quali la memoria evoca rappresentazioni della natura con piccoli dettagli o scritte allusive e compaiono in embrione le rivisitazioni della storia dell’arte che lo portano alle opere pittoriche sul futurismo.
Tra le opere più importanti vanno ricordate le serie dedicate ai marchi pubblicitari [coca-cola ed Esso], alle biciclette, ai fiori e alla natura in genere.
L’ultimo periodo di produzione di Schifano è particolarmente segnato dall’influenza dei media. La vendita record per un’opera di Mario risale ad ottobre 2013 quando alla casa d’aste viennese Dorotheum un collezionista ha pagato 446.800 € per aggiudicarsi l’opera Palo Alto.
Seguono mostre personali e partecipazioni a collettive in spazi privati e pubblici e in manifestazioni in Italia; da segnalare:

1961 Roma, La Tartaruga, Galleria Nazionale d’Arte Moderna,
1964 Venezia, XXXII Biennale, V Biennale e VI Biennale 1965,
1962 New York, Sidney Janis Gallery, The New Realists,
1963 Parigi, Sonnabend,
1967 Tokyo, National Museum of Modern Art

L’artista s’impegna poi per una serie di famosi pezzi dedicati al Futurismo, dove l’immagine viene sempre ripresa dai mass-media (la fotografia del gruppo futurista a Parigi) con le figure come semplici sagome evocate dalla memoria sotto pannelli colorati di perspex.

Immagini della sua Musa ausiliaria (la televisione) con interventi pittorici e fotografie ritoccate a mano saranno successivamente omaggiate protagoniste di una mostra itinerante in Brasile (Fundacao Memorial da America Latina, 1996), a Buenos Aires (Museo Nacional de Bellas Artes, 1997), all’Avana (Fondazione Wilfredo Lam, 1998) e a Città del Messico (Museo de Arte Carillo Gil, 1998).

Nel 1997 viene insignito del Premio San Giorgio di Donatello per le vetrate policrome della cripta di Santa Croce a Firenze, per il settimo centenario della costruzione.
Due anni dopo,  alla Biennale, Venezia rende Omaggio a Schifano, morto il 26 gennaio 1998, stroncato da una vita fatta di eccessi e sregolatezza in un ospedale romano.

 

- Biografia