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Lucio Fontana
Il 19 febbraio 1899 nasce Lucio Fontana a Rosario di Santa Fé, in Argentina, da genitori di origine italiana. Dopo aver compiuto sei anni torna in Italia per frequentare la scuola e inizia il suo apprendistato d’artista nella bottega del padre. Conseguito il diploma, si iscrive ... Biografia completa di Lucio Fontana

Il 19 febbraio 1899 nasce Lucio Fontana a Rosario di Santa Fé, in Argentina, da genitori di origine italiana. Dopo aver compiuto sei anni torna in Italia per frequentare la scuola e inizia il suo apprendistato d’artista nella bottega del padre. Conseguito il diploma, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, ma decise ben presto di interromperla per tornare in Argentina, dove apre un proprio studio di scultura.
Nel 1928 Lucio Fontana torna in Italia, riprendendo gli studi all’Accademia di Belle Arti, dove segue i corsi di Adolfo Wildt fino al diploma.

Per guadagnarsi da vivere il giovane scultore realizza opere decisamente commerciali e inizia a partecipare a mostre collettive.

Negli anni ’30 Lucio segue la sua vena personale realizzando opere fra il figurativo e l’astratto, elabora il suo personale concetto spaziale considerando che fra l’uomo e l’arte corre una sinergia che va oltre la tela nello spazio ed è un fatto concettuale e gestuale.
Sempre più apprezzato dai maggiori critici, partecipa alla Triennale di Milano, alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma; espone più volte alla Galleria del Milione, presentando tele in cui la superficie è interrotta da rilievi e rientranze, che chiamano in gioco non solo le forme ed i colori, ma il mondo reale, lo spazio e la luce.

Ad Albissola, in Liguria, Lucio Fontana si dedica alla ceramica, proseguendo in Francia alla Manifattura di Sèvres nella creazione di piccole sculture; espone e vende con successo a Parigi.

I primi anni ’40 lo vedono a Buenos Aires partecipando e vincendo vari concorsi di scultura. Diventa insegnante di modellato alla Scuola d’Arte della città e creatore con altri di una scuola d’arte privata: l’Accademia di Altamira, che diventa un importante centro di promozione culturale.
Proprio qui che, in contatto con giovani artisti e intellettuali, elabora le teorie di ricerca artistica che portano alla pubblicazione del “Manifesto Blanco”. A Milano, Fontana fonda il “Movimento spaziale” e, con altri artisti e intellettuali, pubblica il “Primo Manifesto dello Spazialismo”. In seguito, Ad Albisola, in collaborazione con gli architetti pubblica il “Secondo Manifesto dello Spazialismo”.

A Milano, da vita alla sua invenzione più originale quando, realizza i primi quadri forando le tele e dando il via al ciclo dei “Buchi”. Successivamente, inizia a utilizzare anche vetri, avviando il ciclo delle “Pietre”.
Nel 1957, in una serie di opere in carta telata, oltre ai buchi ed ai graffiti, appaiono, appena accennati, i primi “Tagli”.
A questo punto Lucio Fontana è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo: partecipa a manifestazioni internazionali a ritmo sempre più intenso; grandi musei e gallerie acquistano le sue opere.
Negli anni Sessanta l’artista dà il via al ciclo degli “Olii” esponendo in una personale a New York.
La sua creatività porta Fontana a realizzare le opere del ciclo “Metalli” .

Collabora con l’architetto Carlo Scarpa nella progettazione e realizzazione della propria Sala Bianca alla Biennale di Venezia del 1966, dove, con le sue tele bianche segnate da un solo taglio verticale, vince il primo premio per la pittura.

Dal 1967 inizia il nuovo ciclo delle “Ellissi”, lavori monocromi in legno laccato con buchi ed alcune sculture, in metallo laccato, su gambi.
Un anno dopo, Lucio Fontana, a causa delle cattive condizioni di salute, restaura la vecchia casa di famiglia a Varese, dove si ritira, continuando a lavorare agli “Olii”, ai “Buchi” e soprattutto ai “Tagli”.

L’artista muore a Varese il 7 settembre 1968 lasciando le sue opere in collezioni permanenti di più di cento musei di tutto il mondo.

 

- Biografia