Mirabilia Art Gallery
ciro palumbo
Ciro Palumbo
Nasce a Zurigo nel 1965. Il suo percorso artistico è ricco e poliedrico e la sua poetica ricalca le orme della Scuola Metafisica di G. De Chirico e A. Savinio, per reinventarne i fondamenti secondo un’interpretazione personalissima e originale. Le opere sono un tripudio ... Biografia completa di Ciro Palumbo

Nasce a Zurigo nel 1965. Il suo percorso artistico è ricco e poliedrico e la sua poetica ricalca le orme della Scuola Metafisica di G. De Chirico e A. Savinio, per reinventarne i fondamenti secondo un’interpretazione personalissima e originale. Le opere sono un tripudio di simboli onirici e palcoscenici fantasmagorici.

L’artista annovera al proprio attivo un centinaio di mostre personali già a partire dal 1994.

Tra le esposizioni internazionali sono da segnalare la presenza all’Artexpo di New York, al Context Art Miami, e le mostre personali a Providence (USA) e a Bellinzona (Svizzera).

Tra gli ultimi eventi si citano la presenza all’interno della collezione della Fondazione Credito Bergamasco e presso la Civica Galleria d’Arte Moderna G. Sciortino a Monreale e la partecipazione alla 54a Biennale di Venezia, padiglione Piemonte. Attualmente lavora a Torino, presso il suo atelier.Arte contemporanea.

Nel 2016, dal 26 Febbraio al 10 Aprile, si è tenuta la mostra personale “HOMO VIATOR”, a Pontedera (PI).

Vittorio Sgarbi dice di lui: “Ciro Palumbo è un affabulatore di momenti astorici e atemporali. Meditativo nel procedere, questo artista usa colori acrilici ma, come spiega egli stesso, il primo abbozzo nasce dal colore a olio. Capace di esaurire tutte le potenzialità della tavolozza, le sue velature controllano ed esaltano la stesura cromatica, che gioca sempre di contrappunto fra tono e tono. Ogni quadro rievoca la classicità in un assemblaggio apparentemente incongruo di elementi compositivi plasticamente forti. È un impianto che poggia su elementi figurali tipici della metafisica dechirichiana, interni geometrici, sfondi naturali, sculture marmoree, ruderi e colonne squadrate, ma anche sul giocoso accostamento a balocchi colorati, barchette, palloni, e tasselli da costruzione. Lo spazio che circonda questo mondo colorato è però ampio e in gran parte abitato dal vuoto, che allude ad assenze senza ritorno. Sono architetture senza tempo, dove la qualità pittorica si rivela in una delineazione estremamente precisa, senza sbavature.”

- Biografia